Rum a Cuba durante il Proibizionismo: gli anni ’20

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Il rum a cuba durante il proibizionismo

Il rum a Cuba durante il Proibizionismo vive una rivoluzione. Da prodotto da degustazione diventa ingrediente principe della miscelazione.
17 gennaio 1920 entra in vigore negli Stati Uniti il Proibizionismo federale. Il Volsted Act. Produzione, vendita e trasporto di bevande alcoliche diventano illegali sull’intero territorio nazionale. L’impatto sul mercato degli spirits è immediato e profondo.

Il rum, che alla fine dell’Ottocento stava vivendo una fase di crescita qualitativa e commerciale, è tra i distillati più colpiti. Le distillerie caraibiche avevano investito in tecniche di affinamento, invecchiamento in botte e distribuzione verso il mercato statunitense. In pochi mesi quel mercato scompare. Le esportazioni si fermano, i magazzini si riempiono di botti invendute, i prezzi crollano. Molte realtà produttive chiudono o riducono drasticamente l’attività.

Il rum, che stava iniziando a essere percepito come distillato da degustazione, perde improvvisamente il proprio posizionamento. A livello internazionale, il suo futuro appare incerto.

Ma a poche miglia dalla Florida, la situazione è molto diversa.

Mappa dei bar a L'avana. Illustrazione. Rum a cuba durante il proibizionismo.
Mappa dei bar a L’avana. Illustrazione. Rum a cuba durante il proibizionismo.

L’Avana negli anni Venti: il bar d’America

Il rum a Cuba durante il Proibizionismo poteva essere venduto e bevuto liberamente. Questo trasforma l’isola in una destinazione privilegiata per gli americani che non intendono rinunciare al consumo di alcol.

Negli anni Venti, L’Avana diventa una meta di turismo alcolico su larga scala. Americani facoltosi attraversano lo stretto per bere liberamente, soggiornare in hotel di lusso e frequentare locali aperti giorno e notte. Nel giro di pochi anni, il numero di bar cresce in modo vertiginoso, raggiungendo cifre che le fonti dell’epoca stimano nell’ordine delle migliaia.

Non si tratta di semplici bettole. Molti locali sono progettati come spazi eleganti, con servizio strutturato, musica dal vivo e bartender in giacca bianca. L’Avana diventa una città costruita attorno al bar, al consumo e allo spettacolo.

Parallelamente, numerosi bartender statunitensi si trasferiscono a Cuba. Negli Stati Uniti i bar sono chiusi; a L’Avana, invece, si aprono nuovi locali a ritmo costante. I gestori cercano professionisti che conoscano i gusti americani e sappiano lavorare in contesti di alto livello. Questo flusso di competenze contribuisce in modo decisivo alla trasformazione della cultura del bere sull’isola.

Il Rum a Cuba durante il proibizionismo: da distillato a ingrediente

In questo nuovo ecosistema, il rum a cuba durante il proibizionismo non torna a essere semplicemente consumato liscio. Al contrario, diventa il fulcro di una nuova stagione della miscelazione.

I rum cubani, generalmente più leggeri e puliti rispetto ad altre produzioni caraibiche, si prestano bene all’uso nei cocktail. I bartender iniziano a sperimentare combinazioni, proporzioni e tecniche, lavorando su equilibrio, freschezza e bevibilità. Il rum smette di essere solo un prodotto da bottiglia e diventa materia prima da interpretare.

È in questo contesto che nascono alcuni dei cocktail più influenti del Novecento.

Il Daiquiri: dalla zona mineraria al Floridita

Origini e diffusione

Le ricostruzioni storiche collocano l’origine del Daiquiri nel 1898, nell’area di Santiago de Cuba, in un contesto minerario. Una miscela di rum, lime e zucchero era già consumata da lavoratori cubani e spagnoli come bevanda rinfrescante e funzionale al clima tropicale.

La figura dell’ingegnere americano Jennings Cox è associata alla formalizzazione del drink e alla sua denominazione, legata alla zona di Daiquirí, dove si trovavano le miniere. Più che un’invenzione ex novo, il Daiquiri nasce come codificazione di una pratica già esistente.

Nel 1909 la ricetta viene presentata all’Army and Navy Club di Washington, entrando così nei circuiti ufficiali della cultura del bere statunitense.

Ricostruzione del Floridita
Ricostruzione del Floridita

Il Floridita e la perfezione tecnica

La vera consacrazione avviene però a L’Avana, negli anni Venti e Trenta, al El Floridita. Qui il bartender Constante Ribalaigua trasforma il Daiquiri in un esercizio di precisione tecnica: controllo del ghiaccio, temperatura, diluizione e consistenza.

Il Daiquiri del Floridita, spesso preparato con ghiaccio finissimo fino a ottenere una texture quasi cremosa, diventa un modello. Attorno a Constante nasce una mitologia fatta di numeri iperbolici e racconti, che testimoniano l’impatto enorme del drink sul successo del locale e sulla fama dell’Avana come capitale del cocktail.

Hemingway e il Papa Doble

Nel 1932 Ernest Hemingway arriva a Cuba e frequenta assiduamente il Floridita. Da questo rapporto nasce una variante del Daiquiri associata al suo nome: il Papa Doble, caratterizzato da una maggiore quantità di rum e da un profilo meno dolce.

Secondo le testimonianze dell’epoca, Hemingway chiedeva un Daiquiri più secco e più alcolico, adattato ai suoi gusti personali. Il cocktail diventa parte integrante dell’immagine pubblica dello scrittore e contribuisce alla diffusione internazionale del Daiquiri come simbolo dell’Avana.

La celebre frase attribuita a Hemingway – “My mojito in La Bodeguita, my daiquiri in El Floridita” – diventa leggendaria, anche se l’autenticità del documento è spesso discussa.

L’episodio dei diciassette Daiquiri bevuti in un pomeriggio, spesso citato nelle cronache successive, appartiene alla dimensione del racconto tramandato. È un aneddoto che rafforza il mito dell’epoca e del personaggio, più che un dato documentabile in senso stretto.

Rum a Cuba durante il Proibizionismo: gli anni '20 Cuba interno bar 1

Mojito e Cuba Libre: tra storia e stratificazione del mito

Il Mojito

Le origini del Mojito sono meno definite e più stratificate. Le versioni che lo collegano a pirati e corsari del XVI secolo non trovano riscontri storici solidi. Più plausibilmente, il Mojito deriva da bevande rurali cubane a base di succo di canna, menta e agrumi, successivamente arricchite con rum.

Le prime attestazioni scritte del nome “Mojito” compaiono nei primi anni Trenta del Novecento. In alcuni menu dell’Avana dell’epoca sono documentate addirittura due versioni del drink: una a base rum e una a base gin, segno di una fase ancora fluida nella definizione delle ricette.

Il Mojito diventa popolare negli stessi anni del Daiquiri, grazie alla Bodeguita del Medio, locale frequentato da intellettuali, musicisti e artisti cubani.

Il Cuba Libre

Il Cuba Libre viene generalmente collocato intorno al 1900, nel periodo successivo alla guerra ispano-americana che portò all’indipendenza di Cuba dalla Spagna.

La presenza di soldati statunitensi sull’isola e l’arrivo della Coca-Cola a Cuba creano il contesto perfetto per la nascita del drink.

Secondo la tradizione, un brindisi “¡Por Cuba Libre!” (Per Cuba libera!) accompagna una miscela semplice di ron cubano, lime e Coca Cola.

Il nome si fissa rapidamente e il cocktail si diffonde in tutto il mondo, diventando uno dei più replicati al pianeta. Le versioni che attribuiscono l’invenzione a Theodore Roosevelt risultano incompatibili con la cronologia storica.

La nazionalizzazione dei casinò
La nazionalizzazione dei casinò

Mafia, casinò e la fine dell’età dell’oro

Nel secondo dopoguerra, L’Avana resta un centro nevralgico del divertimento americano. Se il rum a Cuba durante il proibizionismo sopravvive grazie ai cocktail, questi si affermano e diffondono nel mondo anche dopo la fine del proibizionismo americano.

Nel 1946 si colloca la cosiddetta Havana Conference, associata all’Hotel Nacional e a figure della criminalità organizzata statunitense come Lucky Luciano e Meyer Lansky.

Negli anni Cinquanta, sotto il regime di Fulgencio Batista, l’isola vive una fase di investimenti in hotel e casinò. L’Avana diventa la Las Vegas dei Caraibi.

Questa stagione dorata si interrompe bruscamente nel 1959 con la rivoluzione guidata da Fidel Castro. I casinò vengono chiusi o nazionalizzati, e L’Avana perde improvvisamente il ruolo di capitale del gioco e del turismo americano.

I cocktail, però, sopravvivono al cambiamento politico e continuano a essere preparati nei bar dell’isola.

Daiquiri Mojito e Cuba Libre
Daiquiri Mojito e Cuba Libre

I cocktail cubani oggi

Il rum a Cuba durante il proibizionismo quindi torna in auge, ma non più come distillato da bere liscio. Il Proibizionismo americano non elimina il consumo di alcol negli Stati Uniti, ma ne sposta il centro di gravità geografico e culturale.

Cuba, e in particolare L’Avana, diventa il luogo in cui il rum trova una nuova identità pubblica e internazionale. Non più solo distillato coloniale o prodotto di massa, ma ingrediente nobile per la miscelazione di qualità.

Daiquiri, Mojito e Cuba Libre nascono o si consolidano in questo contesto storico preciso: tra divieti moralistici, migrazioni professionali, turismo di massa e sperimentazione creativa dietro il banco bar.

Ancora oggi, più di un secolo dopo, questi cocktail continuano a raccontare quell’epoca irripetibile. Sopravvivono ai regimi politici, alle mode passeggere e alle trasformazioni del mercato globale degli spirits.

Ogni volta che ordini un Daiquiri in un bar, stai bevendo un pezzo di storia: la storia di come un divieto creò una rivoluzione del gusto.


Leonardo Pinto
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FAQ – Domande e risposte


Il Proibizionismo quando iniziò davvero negli Stati Uniti?

Nel racconto storico standard, il Proibizionismo federale iniziň il 17 gennaio 1920, quando divennero effettivi il divieto costituzionale e la sua legge attuativa.


Perché Cuba divenne centrale per i cocktail negli anni Venti?

Perché era vicina agli Stati Uniti, non applicava il Proibizionismo e attirò turismo e bartender, trasformando L’Avana in un laboratorio della miscelazione.


Il Daiquiri è nato a Cuba o negli Stati Uniti?

La radice è cubana (rum, agrume, zucchero), ma la sua fama internazionale cresce grazie a scambi tra Cuba e ambienti americani e alla perfezione tecnica nei bar dell’Avana. 


Che cos’è il Papa Doble (Hemingway Daiquiri)?

È una variante storica del Daiquiri associata a Hemingway, spesso descritta con rum, lime, pompelmo e maraschino (con aggiustamenti di zucchero secondo le versioni).


Hemingway ha davvero scritto “My mojito in La Bodeguita…”?

È una frase celebre ma discussa: molte ricostruzioni sottolineano l’assenza di prove solide oltre all’iscrizione attribuita.  


Il Mojito compare in fonti scritte negli anni Venti?

Con il nome “Mojito” compare in modo chiaro nei primi anni ’30, ad esempio nel menu 1931–32 dello Sloppy Joe’s Bar, anche in versione a gin.


Da dove viene il nome “Cuba Libre”?

La narrazione più diffusa lo collega a un brindisi “¡Por Cuba Libre!” in un bar dell’Avana intorno al 1900, con rum, cola e lime.

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